Il rientro a casa e la quotidianità
La quotidianità
Il rientro a casa, dopo la degenza in ospedale o in struttura riabilitativa, è un momento cruciale per la persona che ha subito un ictus e per i suoi familiari: questo dipende anche dalla gravità dei sintomi presenti.
Talvolta è necessario effettuare delle modifiche all’ambiente domestico in modo da evitare i pericoli ma anche quel senso di frustrazione che può insorgere quando le limitazioni fisiche e cognitive sono tali da impedire le azioni che prima facevano parte della normale routine.
Questa pagina vuole dare alcune informazioni per rendere l’ambiente domestico più funzionale con alcuni accorgimenti pratici e fornire le indicazioni utili per districarsi tra le pratiche burocratiche come per esempio cosa fare per ottenere gli ausili e i presidi necessari, oppure quali sono i servizi fruibili e le modalità per accedervi, nonché i diritti spettanti.
Cosa sapere per il rientro a casa
Spazi domestici e barriere architettoniche
Gestione della persona
Quali servizi potresti attivare?
SPAZI DOMESTICI E BARRIERE ARCHITETTONICHE
Il rientro a casa, per un paziente colpito da ictus, coincide con le prime difficoltà nel relazionarsi con le persone, le attività e gli spazi della vita precedente. A seconda della gravità delle conseguenze sarà necessario apportare alcune modifiche all’abitazione in modo da renderla più sicura e più agevole sia per il paziente sia per il caregiver o anche solo per fare in modo da aiutare i pazienti a riacquistare la loro indipendenza: alzarsi dal letto, mangiare, andare in bagno, fare la doccia o riordinare in modo semplice.
Prima di procedere con le modifiche alla casa è bene tenere in considerazione le seguenti valutazioni:
- C’è spazio sufficiente?
- La carrozzina si adatta?
- Il paziente ricorderà dove ha messo gli oggetti?
- Può raggiungere gli oggetti?
- E’ troppo faticoso o pericoloso farlo?
- Come manterrà l’equilibrio?
I CONSIGLI DI ANIN
In questi brevi video l’ANIN, Associazione Nazionale Infermieri di Neuroscienze, spiega come comportarsi a casa nostra con un paziente che necessita di assistenza alla mobilità.
Spazi domestici
Rivedere gli spazi domestici dopo un ictus è fondamentale per garantire la sicurezza, prevenire le cadute e favorire l’autonomia della persona. Il principio chiave non è fare tutto al posto del familiare, ma adattare la casa affinchè possa muoversi e partecipare alle attività quotidiane sfruttando le capacità residue.
Regole generali per tutta la casa
- Eliminare i pericoli di inciampo: Rimuovere tappeti, zerbini, fili elettrici volanti e prolunghe dal pavimento.
- Liberare i passaggi: Riorganizzare i mobili per creare corridoi ampi. Se la persona usa una carrozzina o un deambulatore, misurare i passaggi effettivi tenendo conto dell’ingombro di ruote, braccioli e poggiapiedi.
- Illuminazione potenziata: Installare luci di orientamento notturne o sensori di movimento lungo il percorso tra la camera e il bagno per evitare l’abbagliamento e garantire visibilità.
- Pavimenti antiscivolo: Evitare l’uso di cere sui pavimenti e preferire superfici opache che non creino riflessi ingannevoli per chi ha deficit visivi o cognitivi.
- Il Bagno (la zona a più alto rischio)
- Maniglioni di sicurezza: Fissare saldamente maniglioni vicino al WC e all’interno della doccia o della vasca per facilitare i trasferimenti e l’equilibrio.
- Adattamenti per la doccia: Sostituire, se possibile, la vasca con una doccia a filo pavimento. Utilizzare una sedia da doccia stabile o una panca da bagno apposita.
- Alza-WC: Installare un sedile del water rialzato per ridurre lo sforzo delle gambe quando ci si siede e ci si alza.
3 Camera da Letto
- Altezza del letto: Il letto deve avere un’altezza tale da permettere alla persona di appoggiare saldamente i piedi a terra quando è seduta sul bordo.
- Disposizione: Posizionare il letto in modo che il lato da cui la persona scende sia quello corrispondente al suo lato sano (non colpito da emiparesi), facilitando i movimenti.
- Accessibilità degli oggetti: Comodino, lampada, occhiali e telefono devono essere facilmente raggiungibili senza rischiare di sbilanciarsi.
- La Cucina e la Zona Giorno
- Riorganizzazione dei pensili: Riporre i piatti, i bicchieri e gli utensili usati più spesso nei ripiani intermedi, evitando che la persona debba chinarsi eccessivamente o allungarsi verso l’alto.
- Sedute stabili: Utilizzare sedie solide, preferibilmente con braccioli (che aiutano ad alzarsi) e senza ruote.
Barriere architettoniche
- Corrimano stabili: Installare corrimano continui su entrambi i lati delle scale.
- Rampe e dislivelli: Valutare l’inserimento di piccole rampe in presenza di singoli gradini o soglie elevate.
- Montascale: Se la persona deve cambiare piano e mantiene una buona postura da seduta, l’installazione di un montascale può essere raccomandata dai terapisti
Ausili
Il rientro a casa dopo un ictus è una fase delicata in cui gli ausili per l’autonomia (o tecnologie assistive) giocano un ruolo fondamentale. Questi strumenti servono a compensare le disabilità residue (come l’emiparesi o i deficit di equilibrio), riducendo il carico di lavoro del caregiver e restituendo indipendenza alla persona.
- Tripodi e quadripodi: Bastoni a tre o quattro piedi che offrono una base d’appoggio molto più stabile rispetto al bastone classico, utili se c’è una parziale debolezza a una gamba.
- Deambulatori (Rollator): Possono essere da interno (più leggeri e stretti) o da esterno (con ruote grandi, freni e seduta per riposarsi). Aiutano a mantenere l’equilibrio e distribuiscono il peso in modo simmetrico.
- Carrozzine: Possono essere manuali (leggere o superleggere, talvolta configurate per la spinta con un solo braccio e una sola gamba, dette “monoguida”) o elettroniche, se i deficit motori sono più severi.
- Ausili per il sollevamento: Come i sollevatori attivi (verticalizzatori) o passivi, fondamentali per trasferire la persona dal letto alla carrozzina senza sforzare la schiena del familiare.
- Sedili rialzati per WC (Alza-WC): Riducono la distanza da percorrere per sedersi e facilitano la spinta per alzarsi. Possono includere dei braccioli integrati.
- Sedia da doccia o panca da bagno: Permettono di lavarsi in sicurezza da seduti. La panca da travaso è particolarmente utile per scavalcare il bordo della vasca da bagno senza rischiare di scivolare.
- Maniglioni a parete: Da fissare nei punti critici (accanto al WC e nella doccia). Possono essere lineari, ad angolo o ribaltabili.
- Spugne con manico lungo e spazzole per piedi: Consentono di lavarsi in autonomia anche se si ha una mobilità ridotta della schiena o degli arti inferiori.
- Letto articolato ortopedico: Regolabile elettricamente in altezza e nell’inclinazione di schiena e gambe. Facilita la respirazione, i passaggi posturali e le attività di assistenza.
- Sponde di sicurezza: Evitano le cadute notturne e offrono un punto di presa sicuro per girarsi nel letto o per mettersi seduti sul bordo.
- Materasso e cuscino antidecubito: Essenziali se la persona trascorre molte ore a letto o sulla sedia, per prevenire la formazione di lesioni cutanee da pressione.
- Triangolo alzaletto (o staffa): Permette alla persona di aiutarsi con il braccio sano per sollevare il tronco o riposizionarsi.
- Posate ergonomiche e orientabili: Con impugnature spesse o sagomate, facili da afferrare anche in presenza di spasticità o tremori.
- Piatti con bordo rialzato o ventose: Impediscono al cibo di uscire dal piatto quando si tenta di raccoglierlo con una sola mano.
- Taglieri per monomanuali: Dotati di chiodini per bloccare il cibo (es. una mela o una patata) e poterlo sbucciare o tagliare usando una sola mano.
- Infilalacci, infilacalze e ganci per bottoni: Strumenti semplici che permettono di vestirsi e allacciarsi le scarpe in completa autonomia usando una sola mano.
Presidi
I presidi sanitari e medicali per il rientro a casa dopo un ictus comprendono dispositivi per il monitoraggio clinico, prodotti per la cura e supporti per la gestione della disabilità e dell’incontinenza.
- Presidi per la prevenzione delle lesioni cutanee (piaghe da decubito)
Se la persona passa molto tempo a letto o su una poltrona, la pressione costante sui tessuti può generare piaghe.
- Materassi e sovramaterassi antidecubito: Ad aria (dinamici, con un compressore alternato) o in Memory/poliuretano espanso (statici), ideali per ridurre la pressione su talloni, sacro e scapole.
- Cuscini antidecubito per sedia a rotelle: In gel, poliuretano o ad aria (es. tipo Roho) per proteggere la zona ischiatica durante la seduta.
- Talloniere e gomitiere protettive: Cuscinetti in fibra cava o poliuretano per isolare le articolazioni più esposte all’attrito.
- Presidi per il monitoraggio e la terapia medica
L’ictus richiede un controllo rigoroso dei fattori di rischio vascolare (come ipertensione e diabete) e la gestione di eventuali terapie infusionali o respiratorie.
- Sfigmomanometro automatico da braccio: Per il monitoraggio quotidiano della pressione arteriosa.
- Saturimetro (pulsossimetro): Per controllare la percentuale di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca, utile soprattutto in caso di problemi respiratori o difficoltà di deglutizione (rischio di inalazione).
- Glucosimetro: Indispensabile se il paziente è diabetico o se la terapia farmacologica (es. cortisonici) altera i valori di glicemia.
- Sonde per nutrizione enterale (PEG) e set nutrizionali: Se l’ictus ha provocato grave disfagia (impossibilità di deglutire in sicurezza), servono nutriborse, deflussori e pompe per la nutrizione artificiale domiciliare.
- Presidi per l’incontinenza e l’igiene
Spesso il controllo sfinterico è temporaneamente o permanentemente compromesso dopo un evento neurologico.
- Pannoloni, mutandine assorbenti e traverse (sagomate o letto): Disponibili in vari gradi di assorbenza.
- Pappagalli e padelle (orinali): Per la raccolta delle urine o delle feci direttamente a letto, se il paziente non può raggiungere il bagno.
- Urindome o cateteri esterni (condom) per l’uomo / Cateteri vescicali a permanenza: Utilizzati su prescrizione infermieristica/medica per evitare il ristagno o la gestione complessa dei cambi pannolino.
- Pelle e detersivi a5-a pH fisiologico / Creme barriera allo ossido di zinco: Per proteggere la cute dall’umidità e prevenire la dermatite da pannolino o la macerazione della pelle.
- Presidi infermieristici e per la medicazione
- Kit per medicazioni avanzate: Placche in idrocolloide o medicazioni in poliuretano se sono già presenti piccole lesioni o abrasioni cutanee.
- Calze elastiche compressive (a gradiente di pressione): Spesso prescritte per favorire il ritorno venoso e prevenire la trombosi venosa profonda (TVP) nell’arto plegico o paretico meno mobile.
gestione della persona
Il rientro a casa per una persona colpita da ictus presenta notevoli difficoltà, che sono più gravose in caso di paresi più o meno grave che immobilizzi la persona e che ne renda la gestione fisica totalmente a carico del caregiver. A parte l’utilizzo di ausili e presidi, è necessario avere informazioni di base sul modo corretto in cui alimentare il paziente, lavarlo o metterlo a letto
Difficoltà a mangiare
Gestire un paziente post-ictus con difficoltà a deglutire (disfagia) richiede molta attenzione per evitare rischi gravi come il soffocamento o la polmonite da aspirazione.
- Postura corretta durante il pasto
- Posizione seduta: Mantieni il paziente seduto con la schiena dritta e ben appoggiata a 90 gradi (o con il busto reclinato a circa 80 gradi se si trova a letto).
- Posizione della testa: Invita il paziente a flettere il mento leggermente verso il basso (verso il petto) quando deglutisce. Mai inclinare la testa all’indietro, perché aumenta il rischio che il cibo finisca nelle vie respiratorie.
- Mantenimento posturale: Fai restare il paziente seduto o con il busto sollevato per almeno 20–30 minuti (o fino a un’ora se a letto) dopo la fine del pasto.
- Modifica delle consistenze (Cibi e Liquidi)
- Cibi cremosi e passati: Spesso i cibi omogenei, cremosi o frullati (come passati di verdura, yogurt, creme) sono i più sicuri perché richiedono meno forza masticatoria e spinta della lingua.
- Attenzione ai liquidi: L’acqua semplice è paradossalmente uno dei liquidi più difficili da controllare e può essere aspirata facilmente. Utilizza appositi addensanti in polvere prescritti o consigliati dal logopedista/medico per rendere l’acqua o i succhi simili a un gel o a uno sciroppo.
- Evitare cibi a doppia consistenza: I cibi misti (come pastina in brodo, latte con i biscotti o minestre con pezzi) sono molto pericolosi e vanno evitati.
- Somministrazione dei farmaci: Non dare mai le pastiglie con un sorso d’acqua libera; nascondi la compressa dentro un piccolo cucchiaino di cibo cremoso (previo parere medico).
- Regole e ambiente durante l’alimentazione
- Ambiente tranquillo: Spegni la televisione, la radio ed evita conversazioni concitate; il pasto richiede la massima concentrazione.
- Piccole quantità: Usa cucchiaini piccoli e dai bocconi o sorsi molto ridotti.
- Attesa e verifica: Assicurati che il boccone precedente sia stato completamente deglutito prima di offrire il successivo. Invita a fare una “deglutizione a vuoto” o un piccolo colpo di tosse se senti la voce gorgogliante.
- Gestione del Neglect (disattenzione spaziale): Se il paziente ha un deficit visuo-spaziale (non vede o ignora una metà dello spazio), controlla sempre che abbia finito tutto il cibo presente nel piatto e non solo la parte visibile.
- Igiene orale: Pulisci accuratamente denti, gengive e lingua prima e dopo ogni pasto per ridurre i batteri che, in caso di micro-aspirazioni, potrebbero causare infezioni polmonari.
- Quando NON dare da mangiare
- Se il paziente è troppo stanco, assonnato o non vigile, rimanda il pasto.
- Se noti tosse persistente, cambiamenti nel tono della voce (voce “umida” o gorgogliante) o difficoltà respiratorie durante o dopo la deglutizione, smetti immediatamente di alimentare il paziente e contatta il medico.
Allettamento
- Posizione supina (sdraiato sulla schiena)
- Testa e collo: Mantieni la testa in linea retta con il busto, ben sostenuta da un cuscino comodo.
- Arto superiore (lato colpito): Non lasciare mai il braccio abbandonato lungo il corpo. Appoggialo sopra un cuscino, mantenendo la spalla in avanti (protrazione) e il gomito leggermente esteso per evitare contratture.
- Arto inferiore (lato colpito): Posiziona un piccolo cuscino o un supporto sotto la coscia/ginocchio per evitare l’iperestensione e impedire che il piede ruoti verso l’esterno.
- Posizione laterale (su un fianco)
- Sul lato sano: È spesso la posizione più riposante.
- Porta l’arto superiore colpito in avanti, sorreggendolo su un cuscino.
- Piega leggermente l’anca e il ginocchio della gamba colpita, appoggiandola su un cuscino davanti al corpo.
- Sul lato colpito: Si può fare per brevi periodi (variando spesso per prevenire piaghe da decubito), assicurandosi che la spalla colpita non sia schiacciata direttamente sotto il peso del corpo ma portata delicatamente in avanti. Non superare un’inclinazione laterale eccessiva (circa 30°) evitando di fare perno sul grande trocantere.
- Come aiutare il paziente a girarsi o muoversi nel letto
- Se il paziente è parzialmente collaborante, guidalo facendogli portare il braccio sano attraverso il petto, piegare il ginocchio opposto e voltare lo sguardo nella direzione del rotolamento.
- Se il paziente non è collaborante, utilizza una traversa o un telo pulito posizionato sotto di lui (dalle spalle alle ginocchia) per farlo scivolare o girare senza strattonare gli arti colpiti.
- Puoi utilizzare ausili specifici come un letto elettrico per sollevare gradualmente lo schienale, oppure seguire le tecniche illustrate in video guida per girare in sicurezza un paziente a letto.
- Regole generali di sicurezza
- Alternanza: Riposiziona il paziente almeno ogni 2 ore per evitare lesioni da decubito.
- Inclinazione del busto: Evita di tenere la testata del letto sollevata a più di 30° per troppe ore consecutive, a meno di diversa indicazione medica.
- Lato di approccio: Ricordati di interagire e posizionare gli ausili preferibilmente dal lato sano del paziente, stimolandone via via la consapevolezza anche del lato interessato.
Igiene della persona
Igiene del corpo e del viso (paziente allettato o con mobilità ridotta)
- Ordine di detersione: Partire sempre dall’alto verso il basso (viso, collo, tronco, arti e infine zona genitale) utilizzando acqua tiepida e detergenti neutri.
- Pulizia degli occhi: Passare una garza o un tampone imbevuto di soluzione fisiologica o acqua sterile procedendo dall’angolo interno verso l’esterno dell’occhio.
- Prevenzione delle lesioni da decúbito: Ispezionare la cute quotidianamente (soprattutto in corrispondenza di punti di pressione come sacro, talloni, scapole), mantenere la pelle asciutta e idratata, e applicare creme protettive (come l’ossido di zinco) in caso di arrossamenti o contatto con urine/feci.
- Cambio di posizione: Ruotare il paziente almeno ogni 2 ore per evitare piaghe da decúbito.
Igiene orale
- Spazzolamento regolare: Spazzolare denti, gengive e lingua dopo ogni pasto usando uno spazzolino a setole morbide. Questo è fondamentale per ridurre i batteri e prevenire complicanze come le infezioni polmonari (polmonite ab ingestis) in caso di disfagia.
- Protesi dentarie: Rimuovere e pulire le eventuali protesi dentarie quotidianamente, conservandole in acqua o con apposite soluzioni igienizzanti.
Vestizione e svestizione
- Ordine corretto: Vestire prima l’arto paretico o più debole (dolente) e svestirlo per ultimo.
- Tipologia di abiti: Preferire indumenti larghi, comodi, con chiusure frontali o aperte sul retro per facilitare i movimenti ridotti.
Movimento
Movimentare un paziente post-ictus (spesso emiplegico o con ridotta forza da un lato) richiede molta attenzione per proteggere le articolazioni, evitare traumi o lussazioni (specie alla spalla dal lato colpito) e prevenire cadute o lesioni da decubito.
- Regole generali di sicurezza
- Proteggere l’arto colpito: Non tirare mai il braccio o la gamba paralizzati/spastici. Durante i passaggi, l’arto superiore va sostenuto o tenuto vicino al corpo (valutando l’uso di un tutore se prescritto).
- Lavorare dal lato sano o guidare con delicatezza: Posizionarsi preferibilmente in modo da assistere il paziente sfruttando le sue capacità residue.
- Evitare sforzi eccessivi della schiena: Usare teli di trasferimento (traverse) per spostare il paziente nel letto senza strattonarlo.
Cure domiciliari
Si tratta dell’Assistenza sanitaria erogata al domicilio del paziente in modo continuo e integrato, per fornire cure appropriate da parte del Medico di Medicina Generale (MMG) o Pediatra di Libera Scelta (PLS) e di altri operatori sanitari e sociosanitari.
Le cure domiciliari rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e sono subordinate alla valutazione multidimensionale e all’analisi di appropriatezza da parte dell’ASL.
OBBIETTIVI
COSA E’ NECESSARIO?
Trattamenti a domicilio
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Continuità assistenziale
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Prevenzione
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Consenso informativo
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Supporto
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Condizione abitativa
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Condizioni cliniche
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le TIPOLOGIE DI INTERVENTO
assistenza Domiciliare Integrata - ADI
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assistenza Domiciliare Programmata - ADP
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Prestazioni Infermieristiche estemporanee - PIE
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Servizio infermieristico Domiciliare - SID
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Servizio Riabilitazione Domiciliare - SRD
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